la vita è strana. Ti scopri un giorno ad averla percorsa senza “le necessaire”. Eppure l'hai percorsa. Un pò come quando uno pensa di partire portando tutto l'indispensabile. E mette dentro profumi e balocchi. -cose inutili-
Più vai avanti e più comprendi che nessun bagaglio è così necessario. Che si ha già tutto -potenzialmente.- E che di indipesnabile non ci sono che gli occhi ed il cuore.
E credo che si compia il tragitto fondamentale, il primo tragitto di vita, con una enorme valigia al fianco piena di nulla, essendo sguarniti del tutto delle consapevolezze necessarie.
Potrei obiettare a me stessa, in questa tesi, che le origini, la cultura, la formazione aiutano, guidano e tracciano le scelte. Appunto. L'esterno guida. Ma il raccordo tra quello acquisito fuori e la propra natura si raggiunge solo... dopo, a conti fatti. Tutto questo per dire che le scelte più importanti, personali e pubbliche, si compiono sulla scia del contesto. E quindi della casualità. O culo. E nn da quella che è la tua convinta intima motivazione. Quella si acquisce solo laddove si confronta con lo scarto tra realtà e vissuto. Con l'esperienza personale. Conclusione: arriva troppo tardi.