Postato da: aranciacannela alle 09:19 di sabato, 03 maggio 2008
un pizzico indolore, una ferita che non brucia più, un gelo che non oltrepassa, un colore che sbiadisce, un calore che non trasuda.
Ci si può sentire così all'alba di un mattino.
Quando la resistenza getta la spugna e consegna le chiavi dell'entusiasmo all'affanno.
E non rimane che la dolenzia dei muscoli a ricordarti che sei vivo.
E, d'improvviso, quell'andare avanti per coraggio si arena alla prima piazzola di sosta. Può accedere, eccome, di sentirsi sprecati, Sterilemnte affannati, sgomenti di fronte al fatto che tutto comunque procede, nonostante le tue opposizioni.
La qualità del senso diventa un lusso oltraggioso, un monile vintage, -per rari collezionisti- si paventa solo la sottotraccia del piccolo. la piccola resistenza.
Con o senza di te. E tutto si fa piccolo e scialbo. Ma consueto.
Eppure... a richiamarti al senso ci sono gli odori.
Quelli che raggiungono gli antri meno carezzevoli del cuore.
O, al contrario, quelli tenuti in serbo, al salvo, per l'antico richiamo.
Quelli che gridano a raccolta i tuoi soldati addormentati, i caduti nelle battaglie dei sogni. quelli che sembravano sopiti nel riposo dell'antica battaglia.
Eccoli riemergere dall'abisso del pozzo, ove riecheggia l'eco.
Non mollare, lasciati ri-chiamare. credi ancora tutto possibile. E risvegliati con nuova energia. Lentamente, alzati di nuovo in piedi. E giungi a pervadere tutto, a seppellire queste piccole ragioni spicciole. vieni a tracciare la tua scia bianca nel cielo piatto. Vieni a irrompere sulle ragioni piccine e scavalcare all'ombra della ragionevolezza.
E giungi prepotente come questo odore di mare, di brezza, di fiori.
Vieni a ristabilire le priorità.
Vieni a ridare ordine a ciò che, pur in-abile, non ha mai smesso di essere.