Postato da: aranciacannela alle 15:38 di mercoledì, 18 novembre 2009
PER FAVORE POSSO AVERE UN UOMO
Per favore posso avere un uomo coi calzoni di velluto a coste.
Per favore posso avere un uomo
che sappia il nome di 100 rose diverse;
che non si scocci se i miei conigli distratti
vanno e vengono
come fossero padroni loro,
che mi faccia un curry cremoso con fragrante cedronella,
che cammini come Belmondo in A Bout de Souffle;
che attacchi tutte le mie amate cartoline -
spedite da posti esotici
dove lui non s'aspetta di venire con me,
ma ci verrebbe se glielo chiedessi, cosa che farò -
sul muro della sua camera, e solo quelle,
a cominciare da Ivy, il Famoso Maiale Che Si Tuffa,
di lui in azione ne ho comprate dieci;
che parli anche come Belmondo, con labbra morbide
e sigillate come boccioli di peonia
ricoperti di cioccolata (cioccolata fusa);
che sa che montare ostinato sopra di me come un piumone
imbottito di libri della biblioteca e sacchetti per la spesa
è troppo facile: per favore posso avere un uomo
che non sia disposto a questo.
Che non sia disposto neppure a dire che sono "carina".
Che, quando esco dal bagno trotterellando
con gli squittii di un maialino appena strofinato
che non vorrebbe altro che una scorpacciata
di affetto e indisciplina e non complicazione,
apra le braccia come un trogolo perché io mi ci ficchi.
Postato da: aranciacannela alle 19:48 di giovedì, 12 novembre 2009
Emanuele Fadani è titolare con il fratello di una società di distribuzione di videogiochi.
Gli altri chiamiamoli Spinelli, così, genericamente..tanto ai più del nome nn gliene frega niente, perchè basta dire che sono rom, anche detti zingari, stranieri (ma se sono italiani, anzi abruzzesi!!). Il giornale scrive: Ubriachi, uno sguardo in più e si scagliano come belve inferocite uccidendo il giovane commerciante.
Colpa dell'alcool? Colpa del dna “etnico e culturale” che nn si smacchia della atavica connotazione lombrosiana feroce e delinquenziale? Vedo già le possibili soluzioni leghiste: non diamo piu alcool agli zingari!! Perchè uno che vuiol leggere i fatti così come scritti sui giornali legge questo.
Oggi, da una manifestazione pacifica ne è seguita un'aggressione bellicosa.
Non entro nel merito della cronaca.
Provo a raccontarla in una'ltra maniera.
Il racket del “pizzo” è cosa nota a tutti i commercianti, specie di attività di tipo ristoratorio e di giochi più o meno leciti.
Lo so io figuriamoci chi deve sapere...
Chi dovrebbe occuparsi di combattere il ricatto da parte di associazioni malavitose verso i commercianti evidentemente nn ha capacità di fare nulla.
Chi politicamente dovrebbe fomentare meno la paura e la rabbia dei cittadini nn strumentalizzando la paura del nemico, dello straniero, del diverso non fa nulla, anzi fomenta, fomenta...
Capisco la destra ma.. il resto della ciurma, dov'è?
Emanuele Fadani probabilemnte era uno al quale era stato richiesto il pizzo per poter seguitare a lavorare. E probabilemnte i “mostri” erano lì per riscuotere.
Ora, che politicamemte faccia comodo raccontare le favolette sul solito lupo cattivo e sull'agnellino, questa è una cosa che mi fa ribollire il sangue.
Ora, che si seguiti a cadere nella solita trappola di odio verso il diverso, lo straniero, non aiuta proprio nessuno. Meno che mai al resto dei commercianti che probabilemte, da domani mattina, seguiteranno a pagare anche loro il pizzo agli amici di quelli ora in carcere.
Io credo sia ora di smettere di raccontare storielle tra i buoni ed i cattivi. E soprattutto sia ora di smettere di crederci.
Non vorrei essre fraintesa. E' chiaro che Emanuele Fadani fosse una vittima. Ma certamente non una vittima di belve ubrache.
Fadani e le “belve” a loro volta sono vittime di un sistema che poggia il culo lontano da loro. E che si guarda bene dal sollevarlo questo Lato b.
Beh, se io fossi un procuratore mi toglierei almeno lo scrupolo di chiedere lumi “veri” al fratello.
E noi smettiamola di cadere nel gioco psicologicamente leghista funzionale solo a chi ci vuole gregge mansueto disposto a ingenue lotte fratricide. A chi ha il potere tutto questa rabbia da cortile fa solo comodo.
E tutto resta come palude. Fino al prossimo morto.
Postato da: aranciacannela alle 12:15 di mercoledì, 04 novembre 2009
radiotrepercorsi. ho avuto modo di ascoltare una trasmissione radio in cui è stato ospite Lorenzo Salvi.
si parlava di counseling.
“L’equanimità è l’opposto dell’attaccamento, è non-attaccamento. È una dimensione determinante del sentiero interiore. Ovviamente, esistono diversi gradi di equanimità, ma anche un’aspirazione, una sincera aspirazione verso di essa è già un inizio di vera equanimità. Dunque, l’equanimità è l’anima del lavoro interiore, il cuore del sentiero, il cuore della realizzazione e dell’adempimento. L’equanimità è l’anima della presenza mentale che chiamiamo consapevolezza non-giudicante, cioè una consapevolezza che tende all’equanimità. L’equanimità è il cuore della saggezza, non si può guardare in profondità senza l’intimo equilibrio dell’equanimità. E l’equanimità è anche il nucleo più profondo dell’amore, della compassione, della gioia empatica.”
Spunti.
Che mi accompagnano.
Postato da: nonsonogus alle 22:51 di giovedì, 29 ottobre 2009
Quando hai deciso di lasciare il blog
ho sentito un vuoto dentro di me.
Ho scritto ancora, io non mi fermo,
seguito a camminare nella mia strada,
ma forte era la
sensazione che parlavo al nulla.
Perché per qualsiasi cosa che noi
elaboriamo è sempre impellente il bisogno
di un testimone che raccolga
le nostre emozioni.
Postato da: aranciacannela alle 11:48 di giovedì, 29 ottobre 2009
I tre punti principali degli oroscopi del cazzo tracciano le vie maestre.
Si va avanti così: Amore, lavoro, salute.
Come dire: pane, amore e fantasia. Canta che ti passa, credevo fosse amore invece era un calesse, vedrai.vedrai….
Sono esattamente dove so di essere.
In un mondo merdoso.
Fatto di buone intenzioni ma di esplicazioni malsane. –ivi compresa, naturalmente-
C’è poco da stare allegri. E c’è poco da adeguarsi.
Amore, salute, lavoro.
L’amore è una finzione, la salute è un lusso, il lavoro - ci chiede il lacchè…- lo preferiamo fisso? Lo preferiamo, sì. Svolgiamo diligentemente il nostro compito di sordomuti, guidando come automi, rispettando la fila, confondendo cose futili come fossero drammaticamente solenni, arriviamo a insultare per un parcheggio, assistiamo impassibili ai paradossi istituzionalizzati. E andiamo a nanna esausti. Per tornare a galleggiare inermi. Dicasi vita di merda. Crediamo di sopravvivere coltivando sogni, amori sovrannaturali, teoremi di bell, soddisfazioni a buon mercato. Insomma ci paraculiamo da soli. Tutto per nascondere una palese verità: quella della mediocrità assunta a modello. Ché la verità è che non ci si dovrebbe rassegnare a coltivare i propri intimi pensieri come fughe di mezzanotte. Canovacci imbastiti per trame riposte nel cassetto.
Stringo nelle mani una tazza di caffè fumante.
Vi vedo riflessa la mia immagine scura imbrillantata dal sole.
Un soffio librato sulla superficie interrompe lo specchio a cercare la particella galleggiante, quella condensata nell’entanglement delle somiglianze perdute.
Postato da: aranciacannela alle 22:54 di domenica, 19 luglio 2009
“Ogni giorno in tram vede tutto quello che non vorrebbe mai diventare. Solca la grigia marea di persone, munite o sprovviste di biglietto, gente che sale e gente che si prepara a scendere, gente che là da dove viene non ha ottenuto nulla e là dove andrà non ha niente da aspettarsi.”
Elfriede Jelinek - La Pianista